Aglio nero

Storia

L’origine dell’aglio è molto incerta, anche se pare riconducile alle regioni asiatiche. La difficoltà di mettere un ordine nella sua storia sta nel fatto che tracce della sua presenza in tempi antichi si trovano in Europa, in Asia e pure in Nord Africa. Sicuramente era conosciuto e utilizzato già dagli antichi egizi, ma ne ritroviamo tracce anche nella Bibbia. Lo usavano gli antichi greci, così come i romani, come farmaco, nei riti magici e ovviamente anche per uso alimentare.

Caratteristiche

L’aglio (Allium sativum) è una pianta bulbosa della famiglia delle Alliaceae coltivato e diffuso in tutto il mondo. L’aglio nero è un prodotto che nasce in Corea e deriva dalla fermentazione dei bulbi a una temperatura attorno ai 60° C per circa un mese, a cui segue una essicazione di altri 45 giorni. Durante questa lavorazione gli spicchi prendono il caratteristico colore nero, si ammorbidiscono e cambiano anche gusto, diventando più delicati e con un caratteristico retrogusto di liquirizia.

Proprietà

L’aglio nero si caratterizza per un contenuto minore di allicina rispetto all’aglio tradizionale, ma anche per un maggior contenuto di antiossidanti. Questo lo rende più digeribile e un ottimo alleato per prevenire le malattie cardiovascolari. Si dimostra utile anche per combattere l’eccesso di colesterolo nel sangue.

Impieghi

Gli impieghi possibili dell’aglio nero sono veramente tanti. È perfetto per rivisitare i piatti della tradizione, come i classici spaghetti aglio, olio e peperoncino o una bagna cauda. Può essere utilizzato anche a crudo per accompagnare la carne, ma anche il pesce, grazie al suo gusto delicato. I grandi chef lo usano anche per i dolci, ma in questo caso è necessario stare molto attenti alle dosi, per non rovinare il risultato finale.

Suggerimenti

Se lo volete utilizzare cotto fate in modo che il fuoco sia dolce: in questo modo si scioglierà nell’olio e renderà più omogeneo il gusto della vostra preparazione. Se lo conservate in un luogo fresco e asciutto dura tranquillamente per diversi mesi, senza deteriorarsi e senza – ovviamente – germinare. L’unica nota dolente è il prezzo, che arriva ad essere fino a 10 volte quello dell’aglio tradizionale.



Commento

This post was last modified by Annalisa Musso on 14 febbraio 2017.

  • 14 febbraio 2017 @ 13:13:23 [Salvataggio automatico]
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