Agretti

Caratteristiche

Agretti è il nome comune più diffuso di questa pianta dai diversi usi, ma in nomenclatura binomiale la si trova come Salsola soda. La famiglia è quella delle Chenopodiaceae. Quelli che noi mangiamo sono i giovani fusti, di un bel colore verde brillante e dalla consistenza succulenta. Con il passare del tempo questa pianta annuale arriva ad essere altra fino ad 80 centimetri e a formare piccoli cespugli caratterizzati da fusti glabri e spesso arrossati. Le foglie sono alterne e molli, i fiori sono poco visibili e sono presenti all’ascella delle foglie. Danno origine a un frutto particolare, che in termini tecnici viene detto diclesio. Questo racchiude piccoli semi di colore nero.

Le piante che noi mangiamo sono nella maggior parte dei casi coltivate, ma si tratta di una specie che è molto diffusa allo stato spontaneo. La si trova un po’ in tutta Italia, in particolar modo nelle lagune salmastre, lungo le coste, sugli argini delle saline. Si tratta insomma di una pianta alofita, che cresce su terreni ricchi di sodio, elemento che poi incamera nei propri tessuti. Conosciuta fin nell’antichità, questa pianta assunse particolare importanza durante la Serenissima Repubblica di Venezia, perché dalle sue ceneri si ricavava della soda di ottima qualità. La stessa soda che veniva poi utilizzata a Murano per la lavorazione del vetro.

Gli agretti – o barba di frate o senape dei monaci – restano sul mercato solo poche settimane.

Proprietà

Hanno caratteristiche depurative e sono una verdura molto poco energetica, oltre che ricca di fibre. Abusatene pure.

Impieghi

Degli agretti si mangia praticamente tutto. È sufficiente eliminare la radice e la parte rosata del fusto, oltre che le porzioni che si sono rinsecchite o guastate durante la conservazione e il trasporto. Gli agretti vanno poi lavati accuratamente, in modo da eliminare i residui di terra e sabbia. A questo punto possono essere mangiati crudi, ma più frequentemente vanno sbollentati e ripassati in padella, per poi essere conditi con un filo d’olio e qualche goccia di limone. Il sale si può anche evitare, essendo già naturalmente ricchi di sodio.

Sono ottimi come contorno, ma rientrano anche in preparazioni più complesse.

Ricette

Barba di frate alla pancetta



Commento

This post was last modified by Sara Viterbi on 19 gennaio 2016.

  • 21 dicembre 2015 @ 11:39:48
  • 1 dicembre 2015 @ 15:36:39
  • 1 dicembre 2015 @ 15:36:24 [Salvataggio automatico]
  • 30 novembre 2015 @ 9:46:47
  • 30 novembre 2015 @ 9:45:13 [Salvataggio automatico]
  • 27 novembre 2015 @ 10:10:24
  • 26 novembre 2015 @ 16:59:27
  • 29 settembre 2015 @ 15:29:14

This post was created by Il Cucchiaio d'Argento on 29 settembre 2015.

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