Ananas

La pianta dell’Ananas comosus, a differenza di quanto pensano molti, è bassa. Varia dai 50 cm al metro, ed è diffusamente coltivata nella fascia tropicale. Un tempo il suo areale era molto più diffuso, tanto che uno dei poli mondiali di produzione era l’arcipelago delle Hawaii, dove probabilmente arrivò verso la fine del XVIII secolo portato dal capitano James Cook. Ma molto prima l’ananas veniva coltivato in serra anche in Europa, soprattutto in Belgio, Francia e Inghilterra. Oggi, visti gli alti costi di produzione, l’ananas è scomparso sia dalle Hawaii che dall’Europa. La produzione mondiale si assesta attorno ai 5 milioni di tonnellate, gran parte dei quali destinati all’inscatolamento.

Una curiosità: la pianta dell’ananas ha anche un impiego ornamentale. Particolarmente apprezzate sono le varietà con foglie variegate che vengono coltivate all’esterno in aiuole e bordure ove possibile, oppure in vaso, dove la temperatura esterna è troppo bassa.

Storia

Il nome ananas è di origine araba e pare derivi dall’unione di due parole: ain e anas. Letteralmente si può tradurre in occhio umano e trae la sua origine dal fatto che le scaglie esterne del frutto ricordano la forma di un occhio. Altre teorie si orientano invece sul nome che gli indigeni ai tempi di Cristoforo Colombo gli attribuivano: anana, dal caraibico nana, che significa profumo, proprio in funzione dell’elevata aromaticità che esprime anche da intero. I nomi che gli furono attribuiti nei secoli furono diversi e variegati, come pigna del re, per il costo elevato, ma è il nome originario l’unico ad essere sopravvissuto. Fu italianizzato in passato in ananasso, ma al giorno d’oggi è decisamente più diffusa la versione accorciata. Si declina al maschile e il termine tende ad indicare sia la pianta che il frutto.

Caratteristiche

L’ananas è una pianta sempreverde. Le sue foglie sono dure, coriacee e appuntite, oltre che dotate lateralmente di spine pungenti. Crescono direttamente dal terreno con una forma a rosetta. L’infiorescenza si forma proprio al centro di questa rosetta, e dà origine in seguito al frutto per partenocarpia, ovvero senza fecondazione. Il frutto è composto, tecnicamente si chiama sincarpo. Raramente contiene semi, e se questo avviene di solito è merito dei colibrì che permettono l’impollinazione. La riproduzione avviene dunque per via vegetativa. La fioritura è molto incostante, quindi viene stimolata nelle piantagioni tramite l’utilizzo di composti che rilasciano etilene.

Il frutto che arriva da noi viene raccolto non ancora maturo sulla pianta, in funzione del lungo viaggio che si trova ad affrontare prima di arrivare sulle nostre tavole. Questo provoca una perdita di dolcezza e aromaticità dei frutti che abbiamo a disposizione, rispetto a quelli che si possono trovare maturati direttamente sulla pianta nei paesi d’origine.

Proprietà

Normalmente si consuma fresco a fine pasto, in carpaccio o in fetta. Questo perché ha proprietà digestive grazie al contenuto in bromelina, un enzima proteolitico presente sia nel frutto che, in quantità maggiori, nel gambo. Visto che si degrada con il calore, la bromelina non si ritrova né nell’ananas cotto, né in quello sciroppato e inscatolato.

L’ananas è un frutto ipocalorico, che fornisce al nostro organismo 40 kcal per 100 grammi di prodotto. È formato per il 90% da acqua ed è apprezzato per il contenuto in vitamina A, C, aminoacidi, proteine e sali minerali, in particolare iodio, manganese, calcio, potassio e fosforo. Oltre alle proprietà digestive ha anche effetto diuretico e di contrasto della ritenzione idrica: per questo è un valido aiuto nella lotta contro la cellulite.

Ricette

Ananas caramellato

Spiedini di ananas, fontina e olive farcite

Arrosto di tacchino freddo con ananas

Gelato all’ananas

Torta all’ananas e grano cotto

Smoothie al kiwi, ananas, zenzero e semi di chia



Commento

This post was last modified by Sara Viterbi on 19 gennaio 2016.

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  • 4 gennaio 2016 @ 17:55:34 [Salvataggio automatico]
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This post was created by Il Cucchiaio d'Argento on 10 dicembre 2015.

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