Gomasio

Storia

Il termine gomasio deriva dal giapponese goma (semi di sesamo) e shio (sale). Le sue origini vanno cercate proprio in Giappone, dove da secoli viene utilizzato comunemente come condimento per i piatti.

La sua attuale diffusione in tutto il mondo è dovuto in parte al successo crescente della cucina giapponese, ma anche dal suo largo utilizzo nella cucina macrobiotica. Oggi è un condimento di facile reperibilità e di largo uso in tutti i tipi di cucina.

Caratteristiche

Il gomasio è un condimento tipico delle cucine orientali composto da una miscela di sale marino e sesamo leggermente tostato, che vengono pestati e mescolati in proporzioni variabili. A questi due componenti fondamentali si possono aggiungere anche altri ingredienti come alghe o erbe aromatiche.

Proprietà

Il gomasio permette di ridurre il quantitativo di sale da utilizzarsi per condire i piatti, quindi è indicato in caso di ipertensione o in generale nelle diete che devono essere povere di sodio. È una buona fonte di acidi grassi, come i famosi omega 3 e omega 6, oltre che di sali minerali, in particolare il calcio. L’unica controindicazione è data dall’elevato apporto calorico dei semi di sesamo, che però risulta trascurabile visti i quantitativi normalmente impiegati.

Impieghi

Il gomasio si impiega alla stregua del sale, per insaporire qualsiasi tipo di pietanza.

Suggerimenti

Il gomasio si può tranquillamente acquistare, in diverse varianti, nei negozi specializzati in prodotti biologici. Ma si può fare anche a casa, con gli strumenti giusti. Dotatevi di Suribachi (piccolo mortaio in ceramica dall’interno zigrinato) e del suo Surikogi (pestello in legno). Pesate una dose di sale marino grosso integrale e sette parti di semi di sesamo, che andrete a tostare leggermente in padella o in forno a 100° C per 15 minuti. Quindi pestate per primo il sale e successivamente il sesamo, che dovrete frantumare con movimenti circolatori fino ad ottenere un composto leggermente oleoso. La granulometria finale dipende dai vostri gusti, così come il rapporto fra il sesamo il sale, anche se il consiglio è quello di non scendere mai sotto il rapporto di sei a uno.

 



Commento

This post was last modified by Sara Viterbi on 21 ottobre 2016.

  • 21 ottobre 2016 @ 17:14:44

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