Kiwi

Era difficile anche solo immaginare qualche decennio fa che l’Italia diventasse il primo produttore mondiale di kiwi, eppure l’impossibile si è verificato. Il frutto ha avuto un ottimo successo commerciale, la coltivazione ha trovato da noi terreno fertile e l’intraprendenza dei nostri agricoltori ha fatto il resto. E dire che all’inizio il kiwi si vendeva a pezzo, e non a peso. Nei banchi dell’ortofrutta si dovevano cercare nella zona in cui erano relegati i pochi frutti tropicali reperibili, e non come oggi fra le mele e le pere. Erano i primi frutti reperibili e avevano affrontato un lungo viaggio dalla Nuova Zelanda per arrivare sulle nostre tavole.

Storia

La pianta dell’Actinidia è però di origini cinesi, in particolare dalla valle dello Yang Tze. Le prime testimonianze di utilizzo del frutto si hanno a partire da circa 1000 anni fa, quando il popolo lo raccoglieva per produrre confetture, succo oppure per consumarlo tal quale. Si dice che anche gli imperatori lo apprezzassero per il gusto e per l’affascinante polpa di colore verde smeraldo. Dalla Cina arriva dapprima in Inghilterra tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, dove viene usata come pianta ornamentale, e poi in Nuova Zelanda dove invece, complici anche le condizioni climatiche favorevoli, assume ben presto una certa importanza come pianta da frutto e il nome che tutti oggi conosciamo in onore della specie di uccelli molto diffusa a quelle latitudini. In Italia le prime tracce sembrano essere datate 1934, quando l’Actinidia compare nella lista di piante presenti in alcuni orti botanici, ma lo sviluppo più importante di questa coltura risale ai primi anni ’80.

Caratteristiche

L’Actinidia chinensis è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Actinidiaceae, e ha la caratteristica di essere dioica: questo vuol dire che esistono piante di actinidia femmine e piante di actinidia maschio. Normalmente un maschio è sufficiente per impollinare fino a 5-6 femmine. In realtà il fiore femminile produce anche gli stami, che però non sono in grado di produrre polline fertile. I fiori possono essere singoli oppure raggruppati in infiorescenze, a seconda della cultivar. Il frutto che ne deriva è tecnicamente una bacca ricoperta di una più o meno accentuata peluria. La polpa è di un colore verde brillante, caratterizzata dalla presenza di numerosissimi semi di colore nero o violaceo. Anche le dimensioni e la forma del frutto possono variare sulla base della varietà, che sono attualmente circa 400.

La raccolta in Italia avviene fra ottobre e novembre. Vista l’ottima conservabilità, sul mercato i frutti si trovano da novembre fino a maggio.

Proprietà

Il kiwi è il frutto perfetto per l’inverno e per proteggersi dai malanni di stagione: è sufficiente un frutto al giorno per soddisfare il bisogno giornaliero di vitamina C. Grazie alla ricchezza in fibre solubili e insolubili, è anche un valido alleato dell’intestino. Il contenuto in potassio aiuta a combattere la stanchezza, la tensione arteriosa, ed è utile per gli sportivi per prevenire l’insorgenza di crampi. Il kiwi contiene anche calcio, fosforo, magnesio e ferro, che lo rendono un vero e proprio tonico contro lo stress quotidiano.

Impieghi

Vista l’ottima conservabilità, sul mercato i frutti si trovano da novembre fino a maggio. In cucina si utilizzano dopo opportuna sbucciatura in diversi modi. L’uso più frequente è quello del consumo fresco: tal quale a fine pasto, come spuntino, ma anche in macedonie o come vivace decorazione di torte. All’estero si sta sempre più diffondendo il consumo anche della versione essiccata o sciroppata e conservata in lattine, ma anche trasformata in marmellate o gelatine.

Ricette

Smoothie al kiwi, anans, zenzero e semi di chia

Kiwi al cioccolato sullo stecco

 



Commento

This post was last modified by Sara Viterbi on 8 gennaio 2016.

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