Sambuco

Passata la fioritura del ciliegio, ci sono due piante che si contendono il colpo d’occhio più suggestivo tra il verde delle foglie: robinia e sambuco. La prima è quello che tutti sono abituati a chiamare acacia, appellativo derivato dal suo nome scientifico: Robinia pseudoacacia. Pianta colonizzatrice la robinia, importata e invasiva, dai mille pregi e dai mille difetti, che gastronomicamente è nota per il miele.

Storia

È un albero antico, diffuso in tutta Europa, legato a leggende e superstizioni, e molto utilizzato in erboristeria e nella medicina popolare. Le sue tracce sono molto antiche, tanto da venire citato più volte anche nella Bibbia. Grande rispetto gli veniva riconosciuto dal popolo dei Germani, che lo chiamavano “albero di Helda”, dal nome di una fata buona che si diceva vivesse nei sambucheti situati nelle vicinanze di laghi e specchi d’acqua. E gli uomini che passavano vicino a un sambuco erano soliti levarsi il cappello in segno di riverenza.

Caratteristiche

Il sambuco ha i fiori bianchi, un piccolo arbusto, che arriva al massimo ai 5 metri di altezza, e il suo aspetto è cespuglioso, dati i numerosi fusti che si sviluppano a partire dal terreno. Se trova le condizioni giuste e assenza di ombreggiatura è però in grado di arrivare ai 9 metri e trasformarsi in un piccolo alberello. La famiglia è quella delle Caprifoliaceae, e il nome scientifico è molto simile a quello comune: Sambucus nigra. Si tratta di una pianta che vive molto bene e tranquillamente nel sottobosco, sotto copertura, ed è una fonte molto importante di cibo per tutti gli uccelli che popolano i boschi e le foreste.

Proprietà

I bianchi fiori si trasformano in bacche di colore blu nerastro, portate da caratteristici peduncoli rossi, molto amate dai volatili, ma che si prestano bene anche per la produzione di confetture, distillati e liquori. L’avvertenza è quella di consumarli solo dopo cottura. Ma tutta la pianta si presta a diversi utilizzi. La parte sotto la corteccia veniva utilizzata per preparare unguenti lenitivi nei confronti delle ustioni, dalla corteccia si ottiene una tintura nera, dalle foglie una verde e dai fiori una blu o lilla.

Impieghi in cucina

I fiori, dal profumo dolce e delicato, crescono riuniti in gruppi molto numerosi in infiorescenze ad ombrello. Si utilizzano per preparare torte, frittate, oppure vengono fritti per realizzare un dessert diverso dal solito. Viene prodotto anche uno sciroppo di fiori di sambuco, ottimo dissetante per l’estate, dopo opportuna diluizione con acqua, normalmente in proporzione 1 a 5. La ricetta è molto soggettiva e cambia di famiglia in famiglia, ma le basi sono sempre le stesse: acqua, zucchero, fiori di sambuco e limone.



Commento

This post was last modified by Sara Viterbi on 29 agosto 2016.

  • 29 agosto 2016 @ 15:12:32

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