Canapa

C’era un tempo in cui in Italia la coltivazione della canapa era diffusa su oltre 100 mila ettari in tutto il territorio nazionale. Una coltura importante, insomma, che forniva in particolar modo materia prima per l’industria tessile, ma che aveva le sue ricadute anche in campo alimentare. Attorno agli anni ’50 però questa pianta è praticamente scomparsa dai campi italiani a causa del sommarsi di una serie di eventi concomitanti: la legislazione anti droga, l’arrivo di fibre sintetiche dagli Stati Uniti e le difficoltà nella coltivazione e lavorazione di questa pianta.

Caratteristiche

La Cannabis sativa è una pianta della famiglia delle Cannabaceae, dall’aspetto inconfondibile e molto conosciuto. Si tratta di una pianta annuale molto alta, che arriva fino a 3 metri di altezza. È dotata di una lunga radice a fittone e di un fusto molto ruvido, con ramificazioni molto fitte. Le foglie sono opposte e sono della caratteristica forma palmata, lanceolate, con margini seghettati e punta acuminata. Si tratta di una pianta dioica, ossia di una pianta che sviluppa fiori maschili e fiori femminili su esemplari diversi. I fiori maschili sono di colore bianco giallognolo, mentre quelli femminili sono riuniti in brattee che formano corte spighe. Dalla fecondazione si origina come frutto un achenio carnoso contenente un seme.

La tassonomia della canapa è ancora discussa fra i botanici: c’è chi ritiene come unica specie la Cannabis sativa e chi invece distingue anche la Cannabis indica e la Cannabis ruderalis. A prescindere da questa suddivisione, il problema grosso che ci si trova ad affrontare nella canapa è il suo contenuto in Tetraidrocannabinolo (THC), una sostanza dalle caratteristiche psicotrope, che fa ricadere la canapa fra le piante coltivate per ricavare droga. Hanno infatti origine dalla canapa le due droghe leggere più diffuse: hashish e marijuana. Secondo i tossicologi però, affinché si possa parlare di droga, il contenuto di THC nella pianta deve superare il 4-4,5%. Per questo nel tempo sono state selezionate piante di canapa con contenuti molto bassi di THC, da destinare legalmente alla produzione di fibra tessile e prodotti alimentari, sotto il possibile diretto controllo delle forze dell’ordine.

Impieghi

La canapa è infatti in grado di regalarci due prodotti straordinari, come i semi e l’olio. I semi di canapa per essere consumati vengono prima decorticati ed eventualmente tostati. Si tratta di un alimento dall’elevatissimo apporto proteico: ha infatti un contenuto in proteine pari al 20-25%. Si tratta di proteine di buon valore biologico, con elevata presenza di amminoacidi essenziali. In questo modo sono in grado di fornire al nostro corpo la base per creare altre proteine, come le importanti immunoglobuline, utili per prevenire le infezioni. I semi possono arricchire qualsiasi piatto, dalle insalate ai primi piatti, ma vengono utilizzati anche per dolci, biscotti, pane, zuppe.

Dalla spremitura a freddo di questi semi si ricava un prezioso olio, da conservarsi in frigo per evitarne l’ossidazione. Si tratta di un olio di ottima qualità, ricco di acidi grassi polinsaturi come l’acido linoleico e l’acido linolenico, ossia i famosi omega6 e omega3. Ne derivano diverse proprietà benefiche nei confronti del nostro organismo. L’olio ha un delicato e piacevole retrogusto di nocciola e va utilizzato a freddo, per preservare le sue caratteristiche e proprietà.

Ricette

Crostini con uova al pomodoro

Link

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This post was last modified by Sara Viterbi on 19 gennaio 2016.

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