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L’olivello spinoso ha un nome difficile: Hippophae rhamnoides. Facile però intuire che faccia riferimento ai cavalli. L’etimologia di Hippophae infatti richiama la parola greca hippos, ma esistono diverse tesi sulla sua origine e significato: c’è chi dice che il succo delle sue drupe venisse usato per schiarire e dare lucentezza al mantello dei cavalli, chi che le drupe venissero somministrate ai cavalli per ucciderli, chi invece che i greci mescolassero i ramoscelli di questa pianta alla biada per far crescere i cavalli più in fretta.
Non sono aristocratiche come le albicocche, né gioviali e divertenti come le pesche: le prugne vengono infatti spesso relegate fra i frutti minori, in grado di recuperare attrattività nei confronti di grandi e piccini solo nella loro versione secca, dove gli zuccheri si concentrano e aumenta la golosità del frutto.
La parte utilizzata in cucina è il frutto costituito da bacche violacee, il cui aroma molto pungente e aromatico ha un leggero retrogusto resinoso. Prima dell’uso vanno leggermente pestate perché rilascino meglio il loro aroma.
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